Strumenti per il controllo accessi: l’offerta di Partner Data

La possibilità di limitare l’accesso fisico ad un ambiente è il primo passo verso la sicurezza. Le chiavi tradizionali si sono da tempo dimostrate obsolete e i registri per gli accessi spesso sono inutili, adesso è il tempo per i sistemi di controllo avanzati.

Un ambiente lavorativo movimentato con afflusso di fornitori, personale in azione, e spesso distribuito su aree vaste deve essere controllato in maniera minuziosa. Da oltre trent’anni Partner Data si occupa di aiutare e guidare i propri clienti nella scelta del sistema di controllo accessi più appropriato in base alle loro esigenze, sia con protezioni fisiche che virtuali, un meccanismo che spinge alla fiducia da parte degli operatori esterni e dell’utenza, che vede i propri investimenti tutelati in un ambiente più rilassato e sicuro.

I sistemi di identificazione, indispensabili per il filtraggio degli accessi da parte di persone sono un punto di forza di Partner Data che offre una vasta gamma di prodotti contro l’intrusione fisica per rispondere a varie esigenze.

Partner Data vanta una esperienza di più di trent’anni nel settore della sicurezza e della limitazione dell’accesso alle aree sensibili sia per le attività commerciali che per le aziende produttive, e si è ritagliata una posizione di spicco grazie alle sue politiche per il customer care e la gestione di lungo termine della sicurezza.

Quando si scelga di proteggere la propria impresa è necessario rivolgersi ad aziende consolidate che possano vantare uno staff di professionisti esperti e formati, in grado di proporre le soluzioni più adeguate, sopratutto nel momenti in cui ci si trovi per la prima volta ad affrontare il problema della sicurezza.

È importante applicare un controllo alle aree sensibili e limitare o impedire l’accesso a soggetti non autorizzati o a malintenzionati. Si parla di un’impresa consolidata che ha il suo punto di forza nella qualità dei marchi a cui fa riferimento e che distribuisce, che in un settore critico come quello della sicurezza legata al controllo accessi diventa un elemento cruciale da cui partire per costruire tutta la linea operativa.

La sicurezza è un investimento

Il primo elemento per garantire un ambiente di lavoro ottimale è la sicurezza degli accessi alle aree ristrette, in particolare in ambiti con molto movimento di persone, spesso non familiari al personale come stagisti, fornitori e rappresentanti, lavoratori di ditte appaltatrici o semplici visitatori, ai quali deve essere permesso un grado di libertà di movimento limitato, ma flessibile, con barriere di accesso non impositive ma al tempo stesso affidabili, da un lato per favorire l’integrazione e la partnership, dall’altro per ridurre il livello di attrito che tendenzialmente si genera nel momento i cui a limitare l’accesso è il personale dedicato, con i conseguenti costi di mantenimento e le difficoltà legate alla propagazione tempestiva delle variazioni dei gradi di accesso.

Per affrontare il problema della limitazione degli accessi occorre quindi una forma di documento che sia non replicabile ad opera di personale non autorizzato, non leggibile al di fuori del campo di impiego, come purtroppo accade coi vecchi tesserini con foto e univocamente determinato, in sostanza di un dispositivo di riconoscimento, che deve oltretutto trasmettere a chi lo impiega la sensazione precisa di avere il controllo diretto sulle proprie azioni.

Smart Card e Lettore Smart Card

Le smart card e i badge sono uno dei sistemi di riconoscimento per il controllo degli accessi che viene tipicamente proposto, con una accessibilità dal punto di vista commerciale molto elevata grazie alla rapidità di preparazione delle tessere in laminato di PVC e alla semplicità di impiego dei dispositivi per la programmazione e la lettura. una smart card è in sostanza una tessera di plastica dotata di un sistema elettronico stampato e di una memoria programmabile, in grado cioè di contenere informazioni sia temporanee che permanenti e di gestire in accordo con altri dispositivi i dati in maniera dinamica.

Esistono due grandi categorie di carte, quelle a contatto che vengono strusciate sul sensore e quelle di prossimità per le quale è sufficiente trovarsi vicino al ricevitore. Si tratta di soluzioni a costo limitato per singolo pezzo, estremamente pratiche proprio per il peso ridotto e il formato standard di tessera con la possibilità di plastificarle, se contactless per applicarle su cordino, o di mantenerle volanti per essere riposte ad esempio in un comune portafogli o in un badge da applicare al taschino o al bavero.

L’unico grosso svantaggio delle smart card e degli RFID, ad esse analoghi, sta nella facilità con cui si smarriscono e si danneggiano, ad esempi se non conservate con attenzione rischiano di spezzarsi o un deterioramento dei contatti e di sottrazione, il che non le rende adatte per la tutela di ambienti critici ed affollati.

Tuttavia i sistemi di masterizzazione proposti da Partner Data, come ad esempio i sistemi ASEDrive IIIe, una classe di drive integrabile sia come scheda interna su pc che disponibili nella versione USB e che garantiscono l’impiego dei sistemi di criptazione e codifica più attuali, indispensabili per non replicabilità delle tessere ad opera di malintenzionati anche esperti, e nel caso sfortunato in cui la carta risulti danneggiata o scomparsa è sufficiente eliminarla dal sistema e sostituirla con una nuova.

Sono disponibili anche lettori per iPhone e iPad come l’iR301, mentre per sistemi di tipo Apple iOS/Android/Blackberry/Windows tablet e per piattaforme PC: Windows / Linux/Unix/Mac OS X il bR301, in grado di integrare nella rete di protezione i dispositivi preesistenti.

In caso di integrazione su varchi sono disponibili presso Partner Data lettori da incasso sia motorizzati che no, cioè con inserzione manuale della carta o con ciclo interno. l’impiego e la messa in opera dei sistemi di identificazione sono resi semplici dallo standard, e la formazione necessaria per gli operatori e gli utenti è minima, elemento indispensabile per l’utilizzo per applicazioni al pubblico.

RFID e lettori RFID

Nella stessa classe logica delle smartcard, ossia gli identificativi portabili, troviamo la versione dumb del dispositivo, l’RFID che significa identificatore a radiofrequenza, un sistema basato sulla perturbazione di campi elettromagnetici modulati prodotti da sorgenti esterne, generati dai punti di accesso, ad opera di una antenna in alluminio stampato che costituisce l’identificatore.

rilevazione-presenzeQueste antenne sono solitamente realizzate con spirali di alluminio spesse pochi micron o con avvolgimento in filo ed applicate come adesivo su oggetti di varia natura.
Quando il dispositivo si trova immerso in un campo magnetico esploratore prodotto dalla stazione di accesso, ne produce una perturbazione che viene letta ed interpretata come segnale di presenza, con una quantità di informazione dipendente dalle specifiche dei vari standard supportati.

Si può associare al singolo RFID una piccola quantità di informazioni che vengono tradotte dall’apparato di rilevazione grazie ad un database; ad esempio un identificatore può trasmettere un numero seriale che permette di associare il file di riferimento, o un dato sui permessi di accesso.

Le dimensioni fisiche degli RFID sono estremamente ridotte, si parla spesso di dispositivi grandi quanto un chicco di riso in grado di consentire di identificare soggetti o oggetti in modo univoco o di laminati di dimensioni minime, tant’è che solitamente sono nascoste sotto adesivi; in alcuni casi, sopratutto per la protezione di merci, ci si affida a semplici lamelle magnetizzate che si limitano a produrre la perturbazione nei sensori contenuti nel cancello di accesso.

Si tratta quindi di una categoria di dispositivi estremamente pratici e versatili, sopratutto per le grandi scale di distribuzione, per la rapidità di attivazione e messa in opera, e la possibilità di montare l’identificativo a bordo di supporti differenti, come adesivi, carte, o contenitori solidi, ad esempio portachiavi o braccialetti o di inserirlo sottopelle nel campo zootecnico.

Un RFID contiene meno informazioni rispetto ad una smartcard, essendo privo del microprocessore, ed ha un costo molto ridotto, col vantaggio conseguente della scalabilità del numero, e si impiega tipicamente nella protezione passiva delle merci, applicandolo direttamente sull’oggetto permettendo fra l’altro il tracking dello stesso all’interno di una rete di distribuzione che abbia aderito allo standard.

Partner data distribuisce stampanti e sistemi di magnetizzazione per write/erase degli RFID come ACS122U o MX5T ambedue multistandard, cioè in grado di funzionare per diverse tipologie di tag. Per tag si intende l’identificatore in alluminio, che a seconda delle esigenze Partner Data fornisce sia sotto forma di smartlabel adesiva che di gadget ad esempio braccialetto o portachiavi, e in caso di applicazioni commerciali ed industriali come disco in ABS ideale per applicazioni gravose in ambiente contaminante e polveroso, PET e in vetro passivato per inserimento sottocutaneo nelle applicazioni zootecniche, assolutamente sicuro dal punto di vista veterinario e al tempo stesso di leggibilità dati.

Le card RFID possono essere impiegate in sostituzione delle chiavi ad esempio negli alberghi o in strutture giornaliere di servizio, programmandole sul posto e distribuendole ai clienti per semplificare l’accesso alle varie offerte disponibili nel complesso, e grazie alla stampabilità del laminato, si può aggiungere la grafica del cliente ed eventualmente un messaggio pubblicitario o informativo da parte di uno sponsor o partner, ad esempio per grandi catene o eventi sportivi.

Implicazione dei sistemi di rilevazione presenze

Impiegare un sistema di rilevazione presenze e dei movimenti è un importante strumento oltre che di protezione, di stima statistica per un’impresa. I dati raccolti dalle stazioni di controllo, sia che si tratti di quantità brute, come i transiti, che di dati più strutturati, permettono una lettura rapida ed automatizzata di ciò che accade all’interno delle aree di interesse, e consentono di intraprendere azioni di ottimizzazione delle operazioni anche a livello molto avanzato.

Quanto raccolto dalle stazioni può essere utilizzato a fini statistici, previa informazione dell’utente, ed elaborato con sistemi informatici, generando a sua volta una massa di dati utili per la riduzione delle problematiche ad esempio ottimizzando i flussi e i processi di lavoro in base a quelle che sono le tendenze e le abitudini degli operatori e dei clienti, o prevedendo quelle che saranno le future esigenze.